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	<title>Lighting design &#8211; AQUADRO | architetti ingegneri</title>
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	<link>https://aquadro.net</link>
	<description>architettura, ingegneria, restauro e diagnostica</description>
	<lastBuildDate>Sat, 09 Jan 2016 17:55:03 +0000</lastBuildDate>
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	<item>
		<title>Tarsie di Lotto e Capoferri</title>
		<link>https://aquadro.net/tarsie-di-lotto-e-capoferri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Celesti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2015 08:41:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lighting design]]></category>
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					<description><![CDATA[Luogo: ​​​Bergamo (BG) Anno: ​​​2010 Cliente: ​​Fondazione MIA – Arditi spa Attività eseguite: ​progetto illuminotecnico, direzione lavori Le tarsie del coro della Basilica di Santa Maria Maggiore sono un importante complesso di intarsi lignei, eseguiti...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Luogo</strong>: ​​​Bergamo (BG)<br />
<strong>Anno</strong>: ​​​2010<br />
<strong>Cliente</strong>: ​​Fondazione MIA – Arditi spa<br />
<strong>Attività eseguite</strong>: ​progetto illuminotecnico, direzione lavori</p>
<p>Le tarsie del coro della Basilica di Santa Maria Maggiore sono un importante complesso di intarsi lignei, eseguiti tra il 1524 e il 1532 dall’ebanista Giovan Francesco Capoferri su disegno di Lorenzo Lotto.<br />
Il progetto di illuminazione è volto a valorizzare i quattro grandi riquadri a tarsia con episodi biblici – coperti da altrettanti pannelli protettivi raffiguranti composizioni allegoriche – che decorano il parapetto dell’iconostasi.</p>
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		<title>Porta dei Leoni Rossi</title>
		<link>https://aquadro.net/protiro-della-basilica-di-s-maria-maggiore-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Celesti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2015 08:40:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lighting design]]></category>
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					<description><![CDATA[Luogo: ​​​Bergamo (BG) Anno: ​​​2010 Cliente: ​​Fondazione MIA – Arditi spa Attività eseguite: ​progetto illuminotecnico, direzione lavori Il protiro settentrionale della Basilica di Santa Maria Maggiore, chiamato convenzionalmente “Porta dei Leoni Rossi”, è una delle...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Luogo</strong>: ​​​Bergamo (BG)<br />
<strong>Anno</strong>: ​​​2010<br />
<strong>Cliente</strong>: ​​Fondazione MIA – Arditi spa<br />
<strong>Attività eseguite</strong>: ​progetto illuminotecnico, direzione lavori</p>
<p>Il protiro settentrionale della Basilica di Santa Maria Maggiore, chiamato convenzionalmente “Porta dei Leoni Rossi”, è una delle opere più celebri di Giovanni da Campione ed è stato realizzato intorno alla metà del XIV secolo seguendo i modelli della tradizione romanica lombardo-veneta. È sormontato da un doppio ordine di logge con statue di santi.<br />
Il progetto di illuminazione è volto a valorizzare la struttura monumentale, sontuosa già nei materiali riccamente policromi e ornata di un esuberante apparato decorativo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Confessionale del Fantoni</title>
		<link>https://aquadro.net/confessionale-del-fantoni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Celesti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2015 08:37:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lighting design]]></category>
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					<description><![CDATA[Luogo: ​​​Bergamo (BG) Anno: ​​​2010 Cliente: ​​Fondazione MIA – Arditi spa Attività eseguite: ​progetto illuminotecnico, direzione lavori Capolavoro dell’ebanisteria barocca conservato nella Basilica di Santa Maria Maggiore, il confessionale fu commissionato nel 1704 all’ebanista e...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Luogo</strong>: ​​​Bergamo (BG)<br />
<strong>Anno</strong>: ​​​2010<br />
<strong>Cliente</strong>: ​​Fondazione MIA – Arditi spa<br />
<strong>Attività eseguite</strong>: ​progetto illuminotecnico, direzione lavori</p>
<p>Capolavoro dell’ebanisteria barocca conservato nella Basilica di Santa Maria Maggiore, il confessionale fu commissionato nel 1704 all’ebanista e scultore Andrea Fantoni. La sua struttura riprende la classica tipologia dei confessionali con un vano centrale riservato al sacerdote e due vani minori ai lati per i fedeli.<br />
Il progetto di illuminazione è volto a valorizzare la raffinata macchina scenica delle sculture e degli altorilievi, il cui significato allegorico rimanda al sacramento della Confessione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cappella del Corpus Domini</title>
		<link>https://aquadro.net/cappella-del-corpus-domini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Celesti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2015 08:37:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lighting design]]></category>
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					<description><![CDATA[Luogo: ​​​Bergamo (BG) Anno: ​​​2010 Cliente: ​​Fondazione MIA – Arditi spa Attività eseguite: ​progetto illuminotecnico, direzione lavori L’altare del Corpo di Cristo è posizionato nell’absidiola del transetto destro della Basilica di Santa Maria Maggiore, accanto...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Luogo</strong>: ​​​Bergamo (BG)<br />
<strong>Anno</strong>: ​​​2010<br />
<strong>Cliente</strong>: ​​Fondazione MIA – Arditi spa<br />
<strong>Attività eseguite</strong>: ​progetto illuminotecnico, direzione lavori</p>
<p>L’altare del Corpo di Cristo è posizionato nell’absidiola del transetto destro della Basilica di Santa Maria Maggiore, accanto al famoso affresco trecentesco dell’ “Albero della Vita”. Anticamente giuspatronato della famiglia Suardi, l’aspetto attuale della cappella è frutto di una rielaborazione cinquecentesca. La grande ancona sopra l’altare, di influenza tintorettesca, rappresenta “L’ultima cena” ed è opera di Francesco da Ponte detto il Bassano (1585).<br />
Il progetto di illuminazione è volto a valorizzare il grande dipinto e la ricca architettura barocca che gli fa da contorno.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Chiesa di San Giorgio in Lemine</title>
		<link>https://aquadro.net/chiesa-di-san-giorgio-in-lemine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Celesti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2015 08:37:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lighting design]]></category>
		<category><![CDATA[Restauro]]></category>
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					<description><![CDATA[Luogo: ​​​Almenno S. Salvatore (BG) Anno: ​​​2012 Cliente: ​​Antenna Europea del Romanico – Parrocchia del SS. Salvatore Attività eseguite: ​progetto di deumidificazione, progetto illuminotecnico, direzione lavori La chiesa di S. Giorgio in Lemine è un...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Luogo</strong>: ​​​Almenno S. Salvatore (BG)<br />
<strong>Anno</strong>: ​​​2012<br />
<strong>Cliente</strong>: ​​Antenna Europea del Romanico – Parrocchia del SS. Salvatore<br />
<strong>Attività eseguite</strong>: ​progetto di deumidificazione, progetto illuminotecnico, direzione lavori</p>
<p>La chiesa di S. Giorgio in Lemine è un edificio romanico a struttura basilicale a tre navate, risalente al XII secolo. La chiesa fu costruita in due momenti, come è possibile notare dalla diversità dei materiali e delle tecniche utilizzate: migliori e più curati nella prima tessitura muraria in arenaria rispetto alla seconda in borlanti di fiume e blocchi in calcare. L’importanza di S. Giorgio è dovuta, in particolare, agli affreschi che ornano le sue pareti interne e che costituiscono uno dei più importanti esempi di pittura medievale lombarda.<br />
Dalle indagini diagnostiche compiute è risultato che la chiesa è soggetta ad un intenso fenomeno di risalita capillare lungo le murature perimetrali. Per risolvere questo problema è stata utilizzata una tecnologia sperimentale non distruttiva e reversibile che sfrutta l’elettrocapillarità.<br />
Il progetto di illuminazione, invece, ha previsto l’installazione di luci a LED lungo le navate, in corrispondenza delle travi in legno della copertura. La modulazione dell’intensità luminosa consente di creare atmosfere differenti che si adattano ai vari usi – liturgico e culturale – della chiesa.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fontana di Sant&#8217;Agostino</title>
		<link>https://aquadro.net/fontana-di-santagostino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Celesti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2015 14:41:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diagnostica]]></category>
		<category><![CDATA[Lighting design]]></category>
		<category><![CDATA[Restauro]]></category>
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					<description><![CDATA[Luogo: ​​​Bergamo (BG) Anno: ​​​2011-2013 Cliente: ​​Fondazione Credito Bergamasco Attività eseguite: ​progetto preliminare, definitivo ed esecutivo, direzione lavori, sicurezza La fontana di Sant’Agostino, voluta dai Rettori veneziani di Bergamo, fu costruita nel 1575 come fondale...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Luogo</strong>: ​​​Bergamo (BG)<br />
<strong>Anno</strong>: ​​​2011-2013<br />
<strong>Cliente</strong>: ​​Fondazione Credito Bergamasco<br />
<strong>Attività eseguite</strong>: ​progetto preliminare, definitivo ed esecutivo, direzione lavori, sicurezza</p>
<p>La fontana di Sant’Agostino, voluta dai Rettori veneziani di Bergamo, fu costruita nel 1575 come fondale prospettico all’omonima porta di accesso alla Città Alta e per la sua posizione è tra le più importanti di Bergamo. L’azione di recupero, necessaria a distanza di oltre vent’anni dal precedente restauro, si è rivolta al consolidamento dell’integrità del monumento nel rispetto delle sue caratteristiche architettoniche e stilistiche.<br />
A preoccupare in particolare erano stati, in sede di progettazione, tre distinti elementi: la presenza di un deposito sulle sezioni in pietra di Sarnico, dovuto al grande flusso di traffico che interessa il piazzale antistante; le numerose porzioni lapidee in fase di distacco; le stuccature e ricostruzioni risalenti al precedente intervento anch’esse in fase di distacco. Fortunatamente meno compromesse erano invece le nicchie e gli elementi decorativi in marmo di Zandobbio.<br />
Il restauro si è sviluppato in tre fasi. La prima è consistita in una campagna mirata di indagini diagnostiche volte alla comprensione delle principali cause di degrado. La seconda ha previsto lavori preliminari di impermeabilizzazione della cisterna retrostante alla fontana. La terza fase ha comportato, infine, il restauro conservativo della superficie lapidea della fontana, la collocazione di un impianto di ricircolo dell&#8217;acqua per riattivare lo zampillo della fontana stessa e la posa di un impianto di illuminazione per la corretta valorizzazione del complesso monumentale.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Fontana di Porta Nuova</title>
		<link>https://aquadro.net/fontana-di-porta-nuova/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Celesti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2015 14:40:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lighting design]]></category>
		<category><![CDATA[Restauro]]></category>
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					<description><![CDATA[Luogo: ​​​Bergamo (BG) Anno: ​​​2011-2012 Cliente: ​​Mark Com srl – “Rivalutare Bergamo” Attività eseguite: ​progetto preliminare, definitivo ed esecutivo, direzione lavori, sicurezza La fontana di Porta Nuova, soprannominata per la sua forma ottagonale e bombata...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Luogo</strong>: ​​​Bergamo (BG)<br />
<strong>Anno</strong>: ​​​2011-2012<br />
<strong>Cliente</strong>: ​​Mark Com srl – “Rivalutare Bergamo”<br />
<strong>Attività eseguite</strong>: ​progetto preliminare, definitivo ed esecutivo, direzione lavori, sicurezza</p>
<p>La fontana di Porta Nuova, soprannominata per la sua forma ottagonale e bombata “la zuccheriera”, è opera dell’architetto fascista Alziro Bergonzo e si trova nel centro della Città Bassa tra il palazzo del Credito Bergamasco ed i Propilei. L&#8217;esterno, in marmo bianco di Zandobbio, è decorato da bassorilievi con figurazioni mitologiche, dello scultore Leone Lodi, al di sotto dei quali emergono le bocche di emissione dell’acqua.<br />
Il progetto era nato per volontà di Peppino Pellegrini, concessionario della vendita di carburante per la provincia di Bergamo, il quale aveva ottenuto di costruire il primo chiosco di benzina in città. La fontana fu inaugurata nel 1935 e camuffava con il suo aspetto monumentale l’inestetismo dell’impianto di distribuzione del carburante. La pompa è stata utilizza fino agli anni Cinquanta.<br />
L’intervento di recupero, eseguito nell’ambito del progetto “Rivalutare Bergamo”, ha previsto la pulitura, il consolidamento e la protezione delle superfici lapidee con particolare attenzione per l’attenuazione/rimozione delle stuccature non compatibili risalenti ad un precedente restauro. Inoltre è stato rifatto il fondo impermeabile della vasca, l’impianto di trattamento dell’acqua e l’impianto di illuminazione.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Fontana di Piazza Dante</title>
		<link>https://aquadro.net/fontana-di-piazza-dante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Celesti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2015 14:40:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lighting design]]></category>
		<category><![CDATA[Restauro]]></category>
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					<description><![CDATA[Luogo: ​​​Bergamo (BG) Anno: ​​​2010-2011 Cliente: ​​COBE Direzionale spa – Comune di Bergamo Attività eseguite: ​progetto preliminare, definitivo ed esecutivo, direzione lavori, sicurezza La fontana monumentale di Piazza Dante risale al 1740 ed è conosciuta...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Luogo</strong>: ​​​Bergamo (BG)<br />
<strong>Anno</strong>: ​​​2010-2011<br />
<strong>Cliente</strong>: ​​COBE Direzionale spa – Comune di Bergamo<br />
<strong>Attività eseguite</strong>: ​progetto preliminare, definitivo ed esecutivo, direzione lavori, sicurezza</p>
<p>La fontana monumentale di Piazza Dante risale al 1740 ed è conosciuta anche come la “Fontana del Tritone”, per la statua di Nettuno che sovrasta la vasca. È opera dell’architetto e scultore Gian Battista Caniana ed originariamente era posta al centro delle strutture che costituivano la Fiera di Bergamo. È l’unico elemento che si conserva dell’antica piazza della Fiera: agli inizi del Novecento, infatti, Marcello Piacentini fu chiamato a disegnare il nuovo centro della Città Bassa e gli edifici – oramai fatiscenti – della vecchia fiera vennero completamente abbattuti.<br />
Il corpo della fontana è in ceppo lombardo, mentre la vasca è in marmo bianco di Zandobbio. Prima del restauro si presentava in pessimo stato di conservazione, coperta da muschi, licheni, alghe e funghi. Vi erano molte fessurazioni, oltre alla mancanza di elementi decorativi come le zampe dei cavalli, la coda del tritone ed il calice.<br />
L’intervento di conservazione si è concentrato in particolare sulle superfici. Una volta rimossi i depositi humiferi, si è proceduto con il consolidamento strutturale e la stesura di un protettivo idrorepellente. Alcuni elementi decorativi mancanti, corrosi dal tempo o danneggiati da atti  vandalici sono stati ripristinati.<br />
Ed è stato installato un sistema di filtraggio delle acque, in modo da evitare la ricomparsa della patina di umidità. Inoltre, l’installazione di un impianto di ricircolo garantisce il contenimento degli sprechi di acqua.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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